
Il valore delle parole gentili verso se stessi
Le parole che utilizziamo ogni giorno hanno un peso. Possono incoraggiare, sostenere, ferire o farci sentire più soli. Questo vale anche per le parole che rivolgiamo a noi stessi. Il modo in cui ci parliamo, soprattutto nei momenti di difficoltà, può influenzare profondamente il modo in cui ci sentiamo e il modo in cui affrontiamo ciò che ci accade.
Spesso siamo molto più comprensivi con gli altri che con noi stessi. Di fronte a un errore sappiamo trovare parole di conforto per una persona a cui vogliamo bene, mentre con noi possiamo diventare severi e giudicanti: “Avrei dovuto fare meglio”, “Non sono capace”, “Sbaglio sempre”, “Dovevo essere più forte”.
Quella voce interiore può diventare, nel tempo, un compagno costante. Per questo imparare a riconoscere il modo in cui ci parliamo è un primo passo per prenderci maggiore cura di noi stessi.
Parlarsi con gentilezza aiuta a:
- affrontare gli errori senza giudicarsi continuamente;
- riconoscere i propri limiti senza sentirsi inadeguati;
- sviluppare una maggiore fiducia nelle proprie capacità;
- accogliere le emozioni con maggiore comprensione;
- attraversare i momenti difficili con più pazienza verso se stessi.
Essere gentili con se stessi non significa giustificare ogni comportamento, ignorare i propri errori o smettere di mettersi in discussione. Significa imparare a riconoscere ciò che non ha funzionato senza trasformare un errore in un giudizio sul proprio valore come persona.
Le parole gentili verso se stessi non sono:
- pensieri positivi da ripetere a tutti i costi;
- il convincersi che tutto andrà sempre bene;
- un modo per evitare le proprie responsabilità;
- un segno di debolezza o di fragilità.
Sono, piuttosto, un modo più rispettoso e realistico di stare dalla propria parte. Significa poter dire: “Sto attraversando un momento difficile”, “Ho fatto un errore, ma posso imparare da quello che è successo”, “Non devo essere perfetto”, “Anche oggi sto facendo del mio meglio”.
A volte basta fermarsi e ascoltare il proprio dialogo interiore per accorgersi di quanto siamo severi con noi stessi. Chiederci se useremmo quelle stesse parole con una persona a cui vogliamo bene può aiutarci a cambiare prospettiva.
Imparare a parlarsi con gentilezza richiede tempo. Non significa eliminare le critiche o le insicurezze, ma imparare a riconoscerle e a rispondere con maggiore comprensione. È un piccolo gesto quotidiano che può modificare, poco alla volta, il modo in cui viviamo la relazione con noi stessi.
Prendersi cura di sé passa anche dalle parole. Perché il modo in cui ci rivolgiamo a noi stessi può diventare una forma di sostegno nei momenti difficili, un luogo interiore in cui sentirsi accolti e non giudicati.
La curiosa contraddizione è che quando mi accetto così come sono, allora posso cambiare.
Carl Rogers

